Pensiero su “Chiamami col tuo nome”
Chiamami col tuo nome non lascia indifferenti, ma fa parlare di se, e di noi. Rischia: non sensibilizza, ma stimola a sensibilizzarci e sensibilizzare; non educa, ma spinge ad educarci ed educare; a tratti non piace, ma ci interroga sulla mutevole bellezza; qualcosa disgusta, ma sara’ forse ora di togliere la polvere dal gusto? E’ forte e difficile, ma lo e’ per i noi di adesso; per i noi di domani (10 anni, diciamo) sara’ un classico, la rappresentazione pittorica di un canone. E per questo e’ necessario; per farci diventare quelli di domani. Cos’e’ l’arte, infatti, se non potere & strumento capace di rendere meno tortuose le strade per il domani? Chiamami col tuo nome e’ linguaggio che evolve, arte che matura e vita che fermenta; laghi e boschi cantano, i ragazzi ballano, e si amano. E le canzoni, i balli, e gli amori hanno forme diverse, mutabilmente appassionanti. La frenetica ricerca e gli stimoli vibranti dei ragazzi nel film sono egregiamente accompagnati da un’estetica Visconti-ana ed un’ambientazione De Sica-na. Bravo Guadagnino. Xavier Dolan apprezza, e prende note per il cinema che verra’.
